Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale, il più importante appuntamento in Italia sulla responsabilità sociale d’impresa, sostenibilità, sharing economy e innovazione sociale, fa tappa per la prima volta a Salerno.

La tappa salernitana “Le nuove sfide della CSR: passione e ispirazione per le future generazioni” rientra in un percorso che attraversa le principali città della penisola quali Genova, Roma, Torino per culminare nella tappa di Milano il 6 e 7 ottobre 2015 per la terza edizione nazionale del Salone. L’appuntamento si è snodato in due momenti diversi: la mattina all’Università di Salerno presso il campus di Fisciano e nel pomeriggio nel Salone della Provincia di Salerno.

Ad aprire i lavori della giornata sulla CSR e l’innovazione sociale, Aurelio Tommasetti, Rettore dell’Università di Salerno, a seguire Paola Adinolfi, Direttore del Dipartimento di Studi e ricerche aziendali (MIT) e Adalgiso Amendola, Preside Facoltà di Economia, Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione. A presentare invece la strutturazione della giornata e il programma Marco Bisogno del Dipartimento di Studi e Ricerche Aziendali: due tavole rotonde nella mattinata all’università, tre nel pomeriggio riguardanti start up innovative, agricoltura sostenibile e best practices del territorio, rassicurando una “formula snella” per alimentare il dibattito, coinvolgendo anche gli studenti.

A lanciare i primi spunti della giornata, Paolo Ricci, Gruppo Bilancio Sociale, Accademia delle Belle arti di Napoli, che definisce “innovativa qualsiasi attività produttiva e organizzativa che sia sostenibile e che si lega al concetto di responsabilità sociale”. Invece, Rossella Sobrero del Comitato scientifico del Salone e presidente di Koinètica, presenta il Salone della CSR e dell’innovazione sociale che nasce nel maggio 2005 col nome Dal dire al fare ed è giunto alla terza edizione con il nuovo nome, e si sofferma sull’argomento della prossima edizione: “passione e ispirazione”. Inoltre, sottolinea come “gestire l’azienda in modo sostenibile può aiutare il consumatore a scegliere, ormai sempre più consumattore e con il potere di premiare”. Sobrero fa riferimento anche alla rete dei CSRnatives, nata per incentivare il dialogo tra i giovani interessati alla sostenibilità. Infine, osserva che sono cambiati gli stili di vita, i consumi e soprattutto l’engagement, il rapporto con gli stakeholder.

A coordinare la prima tavola rotonda incentrata sulla nuova professione del CSR manager è Francesca Manes Rossi. Mario Villani del comitato scientifico Gruppo Bilancio Sociale, sostiene che “la responsabilità sociale non è una targa, una pertinenza, un’etichetta, ma un processo, una traccia per cui agire”. Inoltre cerca di delineare la professione del CSR manager che deve avere una visione, essere predisposto alle relazioni, soprattutto col controllo di gestione, anche se “non esiste uno standard tecnico, dottrinale, ma diversi approcci su diverse competenze”.
Alfonso Cantarella, Presidente Fondazione Carisal porta l’esperienza del mondo delle fondazioni bancarie e presenta l’innovativo progetto Social in Lab, costruito su tre output: un fondo di investimento nel sociale attraverso lo sviluppo di strumenti di finanza sociale, un osservatorio sulle imprese sociali presenti sul territorio e un social acceleration hub, punto di riferimento per i giovani, per sostenere iniziative sostenibili e ad elevato impatto sociale. Il Presidente Cantarella si sofferma poi sull’importanza dei network e sulle sinergie che Social in Lab ha creato sia a livello nazionale, con Human Foundation che si avvale dello SROI per misurare l’impatto sociale, sia a livello territoriale come ad esempio con Spazio alla Responsabilità che con il suo presidente Raffaella Papa è tra i promotori del Salone Mediterraneo della Responsabilità Sociale Condivisa e più recentemente con il CEF (Campania Eco Festival), giunto alla sua quinta edizione, puntando ai green jobs, “mestieri green” dedicati ai giovani. Ben 76 i protocolli di intesa stretti da Social in Lab e attraverso i quali  intende collaborare attivamente per sensibilizzare su tali tematiche.
Paola Ferretti di Total E&P Italia, invece, spiega come una società di estrazione di idrocarburi possa occuparsi di responsabilità sociale d’impresa, soffermandosi sull’organizzazione interna e sul dipartimento di comunicazione e di CSR, “concretizzata con comitati trasversali”. Delinea inoltre le mansioni del CSR manager che “deve proporre, fare in modo che le attività abbiano rispetto del territorio, accogliere e verificare reclami dei vari stakeholder, individui o gruppi, e identificare una soluzione”.
Massimo Favilli, Direttore Soci Unicoop Tirreno, si sofferma sul rapporto con il terzo settore, “leva” per integrarsi sul territorio, ma occorre saper ascoltare, e l’attenzione al cliente è sempre forte e punta su strutture che rispettano l’ambiente.

A coordinare la seconda tavola rotonda presso l’Università di Salerno incentrata sulle banche di credito operativo e sugli investimenti nel sociale è Rosaria Cerrone. Francesco Vildacci, Direttore Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo si sofferma sull’importanza del sociale e dell’ascolto.
Claudia Gonnella
di Federcasse si sofferma sulla finanza ad impatto sociale e sulla social innovation che “mette insieme persone con expertise diversi”.
Claudia Bernando della BCC di Battipaglia evidenzia invece i progetti di buona impresa, come il sostegno al Caffè 21 Marzo per la riqualificazione di un bene sequestrato alla Camorra. Inoltre sottolinea il passaggio dal bilancio sociale al bilancio di coerenza da quantificare attraverso i 33 indicatori individuati.
Nello Tuorto, Direttore generale Finetica Onlus, spiega che l’organizzazione assiste coloro che non possono accedere al credito ed agisce sul versante preventivo per quanto riguarda l’usura, in base all’articolo 15 della legge 108 ricorrendo al Fondo di Solidarietà. Inoltre, si focalizza sul microcredito per la job creation, che si avvale di una serie di servizi accessori e sul nanocredito per famiglie disagiate e a rischio usura, ricorrendo ad un’attestazione di garanzia morale.

Il programma completo.

 

Giovanna Di Troia

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