Una capsula può curare a colpi di “luce” l’infezione da Helicobacter pylori, batterio che si annida nello stomaco e risulta essere la principale causa cancerogena e responsabile di varie patologie a carico dell’apparato gastro-intestinale quali la gastrite cronica, l’ulcera gastrica e il linfoma. CapsuLight il nome della capsula in questione che consente un’innovativa terapia, priva di effetti collaterali, andando a sostituire quella tradizionale basata sull’uso di antibiotici.
CapsuLight è stata sviluppata dalla start up innovativa Probiomedica Photonics and Robotics che svolge attività di ricerca e sviluppa prodotti e tecnologie d’avanguardia per la salute e il benessere delle persone. L’idea è nata dalla ricerca accademica sviluppata dall’Università degli Studi di Firenze che si è allargata poi alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.  “L’idea di CapsuLight ha avuto inizio dai miei colleghi dell’Università di Firenze. Il gruppo si è allargato poi a me, ingegnere biomedico, PhD in BioRobotica presso l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, con un background tecnico-ingegneristico applicato al mondo biomedico, e a Gianni Paoli, freelance, che è parte attiva per la partecipazione della costituenda società a bandi pubblici di finanziamento” come ci racconta Giuseppe Tortora, uno dei componenti del team.
Numerosi i premi che Probiomedica si è aggiudicata. Ha conquistato il podio dello Start Cup Toscana 2014, successivamente la Menzione Speciale trasversale per il miglior progetto di “Innovazione Sociale” alla dodicesima edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione di Sassari, il Premio speciale “Franci@Innovazione” da parte dell’Ambasciata di Francia ed infine gli “Uk-Italy Innovation Award”, riconoscimento dell’Ambasciata Inglese.

Giovanni Romano, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Sperimentali e Cliniche Mario Serio dell’Università di Firenze, ci spiega meglio la nascita di Probiomedica, il programma di incubazione, come è diventata spin off dell’Università di Firenze e ci presenta l’innovativo prodotto CapsuLight.

 

Come nasce Probiomedica? E l’idea di CapsuLight?

L’idea di CapsuLight nasce dalla ricerca fiorentina in ambito della fisica medica e della gastroenterologia, grazie alla collaborazione fra due gruppi dell’Università di Firenze esperti da un lato nel settore clinico-gastroenterologico, dall’altro nel campo della fisica medica e dell’uso della luce a scopo terapeutico.
Grazie alla successiva interazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è nata l’idea di coniugare Fotonica e Robotica facendo nascere l’azienda Probiomedica Photonics and Robotics.

 

Il team da chi è composto?

Il team è composto da Medici, Biologi, Ingegneri e Fisici, oltre ad altri componenti che si occupano più della parte gestionale.

 

Chi sono i componenti del team? Quali le rispettive mansioni e i campi di specializzazione?

Ci sono io, Giovanni Romano, ricercatore universitario e mi occupo diGiovanni Romano_Probiomedica fisica applicata alla medicina, nello specifico di interazione luce-tessuto e di fotobiologia.

 

Franco Fusi_Probiomedica

Franco Fusi che è docente universitario e si occupa di ricerca in ambito fotobiologico, più in generale di fisica applicata alla medicina.

 

Barbara Orsini, biologa, lavora in gastroenterologiaBarbara Orsini_Probiomedica dove sta portando avanti studi sui meccanismi patogenetici delle infezioni gastriche in particolare da vari ceppi di Helicobacter pylori.


Calogero Surrenti_ProbiomedicaCalogero Surrenti è Prof. emerito dell’Università di Firenze, gastroenterologo.

 

Elisabetta Surrenti è medico gastroenterologo, Firenze. Elisabetta Surrenti_Probiomedica

Monica Monici, biologa, si occupa di risposta cellulare Monica Monici_Probiomedicaa stress fisici in particolare alla radiazione ottica. È ora responsabile del settore di ricerca di ASA srl (azienda italiana leader mondiale nella produzione di dispositivi medici per laserterapia e magnetoterapia:fisioterapia, riabilitazione, gestione del dolore, muscolare e articolare, medicina sportiva e veterinaria).

 

Giuseppe Tortora_Probiomedica

Giuseppe Tortora è ingegnere biomedico della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ed è esperto del settore robotico applicato alle capsule ad uso endoscopico.

 

Gianni Paoli è libero professionista nel campo Gianni Paoli_Probiomedica del fundraising e rendicontazione,  relativamente a progetti regionali, nazionali ed internazionali. Ha anche esperienza di lavoro in aziende dell’ambito toscano.

 

Il programma di incubazione come vi ha aiutato? Quanto è durato e ha risposto alle vostre esigenze?

Il programma di incubazione presso IUF (Incubatore dell’Università di Firenze) è durato alcuni mesi nel corso del 2014 e dei primi mesi del 2015 e ci ha fornito le conoscenze di base per la realizzazione di un’impresa, con importanti approfondimenti relativi alla stesura del modello di business e del business plan. É stato un momento formativo di grande aiuto.

 

E in che modo Probiomedica è diventata spin off UniFi?

Probiomedica (con il suo primo prodotto CapsuLight) è diventata spin off anche in seguito al consiglio del prorettore all’innovazione dell’Università di Firenze, Prof. Bellandi, che vedeva potenzialità di mercato importanti per CapsuLight.

 

Perché CapsuLight è innovativo?

È innovativo perché CapsuLight è una capsula endoscopica a LED per uso terapeutico e perché consente di effettuare una terapia eradicante, senza l’impiego di farmaci, per il trattamento delle infezioni gastro-intestinali, in particolare per l’infezione gastrica da Helicobacter pylori.

 

Ma Capsulight come funziona, come agisce?

CapsuLight si basa sull’emissione di luce di opportune caratteristiche. L’Helicobacter pylori, batterio presente nello stomaco, muore se irraggiato dalla luce della nostra capsula, in base ai principi di funzionamento delle foto-terapie, ed in particolare della terapia foto-dinamica. CapsuLight quindi non è un farmaco ma un device, il cui scopo è quello di emettere luce. Questo è uno dei suoi aspetti più innovativi. Per Capsulight ci siamo ispirati alla tecnologia delle capsule ingeribili presenti in commercio ma che, a differenza della nostra, non hanno scopo terapeutico ma solo puramente diagnostico. Una volta terminata la sua azione, CapsuLight verrà spenta, essendo poi espulsa naturalmente.

 

La sperimentazione sull’uomo è iniziata?

Ancora no, ma a breve inizierà lo studio pilota sull’uomo che si concluderà entro 12 mesi.

 

E per quanto riguarda la distribuzione e i costi sul mercato?

In questa fase ci stiamo concentrando sugli aspetti di Ricerca e Sviluppo di CapsuLight e dei test che porteranno dai primi prototipi verso il mercato. Per la distribuzione è presumibile che ci appoggeremo ad aziende del settore.

 

 

Giovanna Di Troia

 

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