“Culturability – spazi di innovazione sociale”, bando presentato in una serie di incontri tenuti sul territorio italiano, un vero e proprio tour che ha toccato le principali città (Milano, Torino, Firenze, Napoli, Bari, Palermo), ha avuto un boom di adesioni tanto da rimandare la scadenza alle ore 16 di venerdi 6 marzo 2015.

Cosa è. “Culturability – spazi di innovazione sociale”, nasce dalla fusione dei termini “cultura” e “capability”, la “capacit-azione”, concetto elaborato dal premio Nobel Amarthya Sen. Culturability è una piattaforma aperta a progetti d’innovazione culturale con un forte impatto sociale, che mette in atto un welfare culturale e promuovere il benessere della comunità e lo sviluppo sostenibile. Il progetto è promosso da Unipolis, fondazione d’impresa del Gruppo Unipol e sviluppato insieme ai partner operativi Avanzi/Make a Cube3 e Fondazione Fitzcarraldo, e con il patrocinio e la collaborazione dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, con il patrocinio di Cittalia – Fondazione Anci e la media partneship con Nòva24.

Chi può partecipare. La call è aperta:

  • ad organizzazioni non profit (associazioni, comitati, fondazioni non profit, organizzazioni di volontariato, organizzazioni non governative, associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, imprese sociali, altre onlus) regolarmente iscritte presso i registri e gli albi competenti e che abbiano un organo amministrativo, direttivo o consiliare, in forma collegiale, con poteri decisionali e negoziali, composto da giovani tra i 18 e i 35 anni non compiuti;
  • a reti di organizzazioni non profit che presentino un progetto in partneship, anche con soggetti che abbiano sede all’estero;
  • a team informali di nuova costituzione purché, si impegnino a costituire un soggetto associativo, riconoscibile e riconosciuto dal punto di vista giuridico, iscritto negli appositi albi e con un team che abbia tra i 18 e i 35 anni non compiuti entro la data di chiusura del bando.

Come partecipare. Per poter aderire al bando ed inviare il proprio progetto occorre registrarsi online, accedere alla sezione “Compilazione form”, completando ogni sua voce ed infine inviare il modulo.

I progetti ammissibili. I progetti che possono partecipare al bando coniugano cultura e creatività, innovazione e coesione sociale, capacità di promuovere reti e occupazione giovanile. Ad esempio proposte finalizzate alla riqualificazione di spazi urbani abbandonati o degradati, sviluppando interventi a vocazione culturale, o ancora progetti che prevedano azioni e attività in campo culturale o creativo in un’ottica di welfare comunitario, per favorire la creazione di reti, occasioni di lavoro e sviluppo aggregazione e scambio per generare valore sociale ed identità territoriale.

Criteri di valutazione. I progetti saranno selezionati in base a sette criteri ben prestabiliti: valore culturale, innovazione sociale, coesione ed inclusione sociale, sostenibilità economica e temporale, capacità di promuovere la collaborazione, sviluppo territoriale e creazione di nuovi posti di lavoro, ed infine le capacità, le competenze e le motivazioni delle organizzazioni e delle singole persone per quanto riguarda i team informali.

Finanziamenti & Formazione. Tra tutti i progetti ricevuti, verranno individuati un massimo di 20 che risulteranno affini agli obiettivi e ai criteri del bando. Questi 20 progetti selezionati entro il 15 aprile, permetteranno di accedere ad un percorso di formazione e supporto per migliorare e sviluppare le proposte. Ma saranno solo 6 i progetti vincitori, scelti entro il 30 giugno 2015, da un’apposita Commissione di valutazione, e riceveranno 40.000 euro a fondo perduto e 20.000 euro erogati attraverso un percorso di incubazione, formazione e mentoring, per un totale di 360.000 euro.

I numeri delle adesioni. I progetti presentati sono stati ben 999 e gli abstract possono essere visualizzati sul sito di Culturability.

Riusiamo l'Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e socialiL’approfondimento. Una ricerca sulle buone pratiche di riutilizzo di spazi urbani vuoti (ex fabbriche, teatri abbandonati, stazioni ferroviarie chiuse, spazi dismessi) trasformati in start up culturali e sociali, per creare rigenerazione sociale, culturale, in grado di creare valore economico, nuovi posti di lavoro per i giovani ed aggregazione sul territorio, è contenuta nel libro “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”. Il “road book”, firmato da Giovanni Campagnoli, con la postfazione di Roberto Tognetti ed edito dal Gruppo 24 Ore, è affiancato da una piattaforma online che raccoglie un’anteprima delle pagine del libro che si possono “sfogliare” e le best practices presenti sul territorio italiano.

Giovanna Di Troia

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